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Trieste Photo Days

Festival internazionale
della fotografia urbana

Trieste incontra la Multivisione 2015 – Istanti visivi

Trieste incontra la Multivisione 2015 - Istanti visivi
Proiezioni
» Luogo: Teatro dei Salesiani ( Via dell'Istria, 53 Trieste)
» Data: sabato 21 novembre 2015
» Ora: 20.45 - 23.00
» Info evento: info@triestephotodays.com

PUBBLICO 2014

Nell’ambito di Trieste Photo Days 2015, Merlino Multivisioni organizza la quattordicesima edizione di “Trieste incontra la Multivisione”. L’obiettivo degli organizzatori è quello di continuare mostrare le grandi potenzialità di questo mezzo e le sue applicazioni coinvolgendo nella manifestazione i migliori autori  e associazioni di multivisione italiane e straniere.
Come per le passate edizioni sarà dunque possibile ammirare alcune delle migliori produzioni in questo campo sia con  proiezioni su schermo unico  che su quello panoramico. Si tratta di uno spettacolo altamente coinvolgente sia per le grandi dimensioni delle immagini che per il sofisticato sistema di presentazione delle stesse che viene abitualmente usato nell’ambito di installazioni permanenti nei musei, convention o scenografie teatrali.
Raggruppate in sessioni della durata di circa un’ora e mezza, si svolgeranno all’interno del Teatro Don Bosco, come sopra detto nelle giornate del 13, 20 e 21 novembre 2015 e comprenderanno una serie di lavori di autori molto diversi fra loro. Come nelle passate edizione il programma, in fase di ultimazione, verrà stilato in modo tale da fornire al pubblico una panoramica che toccherà vari temi, come ad esempio la natura e la conservazione dell’ambiente, il reportage di viaggio, il sociale, l’ironico, il costume, l’espressione artistica personale, la street photography ed altro ancora.
I lavori di una durata che va dai 3 ai 20 minuti, sono realizzati con l’ausilio di proiettori  digitali e  supportati da una colonna sonora e, in qualche caso, anche da un commento parlato o scritto.

PROGRAMMA SABATO 21 NOVEMBRE ORE 20.45 – ISTANTI VISIVI

1. Valter Binotto  –  METAMORFOSI
La natura ci sorprende. Sempre. Immersi in un prato incontriamo forme strane, bizzarre, invisibili granelli di polvere sulle foglie. Sono uova di insetti, cimici, crisope, farfalle. La vita, scaturita da queste uova, è a volte breve ma sempre intensa, singolare, strana.  Moltitudini di bruchi mangiano e crescono, crescono e si trasformano. La vita delle farfalle è la più mutevole. In ogni fase l’insetto è diverso a se stesso, nella forma e nei colori, diverso da come era prima, diverso da come sarà dopo. È un continuo effetto speciale. E’ la metamorfosi. È la magia della vita.

2. Ervin Skalamera – LA NOTTE DEL PESCATORE
Un viaggio tra i pescatori del golfo del Quarnero in Croazia.
Quello del pescatore è un mestiere duro e pieno di sacrifici: una vita dedicata alla pesca, lavorando giorno e notte. Voglio raccontare con le mie foto non solo la durezza di questo mestiere, ma anche il suo fascino: i volti dei pescatori che raccontano tempi vissuti sul mare, la bellezza e la calma dell’alba calando e salpando la rete, la gioia di aver pescato che ricompensa la fatica…la passione e l’arte della pesca.

3. Luigi Dorigo – UN GRANDE DONO
Un piccolo omaggio ad una relazione speciale.
“…quanti respiri trattenuti
fiato in parole sbagliate
quando basta un abbraccio
per riscoprire che sono innamorato …”

4. Giorgio Cividal – … E FU L’INIZIO – fotografie di Pierluigi Rizzato
Da millenni gli essere umani si interrogano sulle origini del pianeta terra…

5. Claudio Tuti – FRA IL BIANCO ED IL NERO
Londra: fra il bianco e il nero ci sono infinite sfumature di grigio rappresentate da differenti umanità.

6. Giorgio Cividal – FIERI OCCHI – fotografie di Pierluigi Rizzato
… in etiopia del sud è festa per le donne hamer …nel giorno in cui un ragazzo diventerà adulto camminando sul dorso dei tori, anche loro dimostreranno quanto valgono facendosi frustare.

7. Francesco Lopergolo – ORIENTALISMI PARALLELI – fotografie di Fatima Abbadi
Una nuova forma di lettura dell’immagine, priva di pregiudizi culturali ed immagini stereotipate, è lo scopo che Fatima Abbadi desidera portare all’attenzione del visitatore, tornando indietro con la storia e seguendo le tracce degli orientalisti francesi ed inglesi. L’Orientalismo, forma artistica e culturale che ha avuto inizio nel 19° secolo, analizzava, studiava e classificava l’orientale come “il diverso”, dando alla luce una visione precisa dell’altro come esotico, misterioso, lento, pigro, pericoloso. Una visione non realistica che è stato il pretesto per l’Occidente per ampliare le proprie ambizioni imperialistiche e la sete di conquista dell’Oriente. Questa nuova ondata culturale si manifesta in opere letterarie, racconti, dipinti (“Grand Odalisque”, “Il bagno turco” – del pittore francese Jean Auguste Dominique Ingres) ed infine fotografie. Opere che hanno contribuito a sviluppare un’immagine predefinita dell’Oriente e che per secoli ha influenzato le nostre menti, facendoci seguire tuttora determinati cliché ereditati.


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