Intervistata: Alejandro Marí Beltrán
Progetto: False Paradises – Mythography VI
Instagram: @ale_drumcat_
Insegnante di musica formatosi al Conservatori Superior de València, Alejandro Marí Beltrán si avvicina alla fotografia da autodidatta, sulle orme del padre, che gli regala la prima macchina fotografica quando ha appena cinque anni. Fin da subito lo attrae l’idea che un’immagine possa fissare una storia nel tempo e che ciascuno la legga in modo diverso, a seconda del proprio sguardo e della propria esperienza.
La sua ricerca si muove tra fotografia documentaria e street photography, con un’attenzione costante alla dimensione narrativa, che deve molto al suo amore per la letteratura e la poesia.
Con il progetto Falses Paradises è tra i finalisti di Mythography VI, la call di Exhibit Around dedicata quest’anno a Giove e Bacco, ordine e caos. Un lavoro sviluppato in Vietnam, in cui esplora la tensione tra autenticità e realtà costruita, dove alcuni luoghi vengono trasformati in ambienti idealizzati e pensati per il consumo, e l’esperienza finisce per contare più della realtà stessa. Al centro, il contrasto tra identità locale e dinamiche del turismo globale.
Alejandro Marí Beltrán ci racconta Falses Paradises, il suo rapporto con la fotografia e le influenze che lo hanno formato.










