Con Power Structures Morris riunisce immagini provenienti da tre ambiti — conflitto, politica e moda — che si rivelano come diverse manifestazioni di una stessa realtà: il modo in cui il potere si costruisce, si rappresenta e si esercita nella società contemporanea.
Tre pilastri, una sola domanda: chi detiene l’autorità sulla vita umana, e come appare da vicino?
Un progetto che ripercorre quarant'anni di fotogiornalismo ai massimi livelli internazionali, dalle guerre in Cecenia e Iraq alle udienze private in Vaticano, dalle Case Bianche alle passerelle dell'alta moda. Nessuna di queste immagini si annuncia, nessuna chiede di essere guardata. Attendono. Ed è quella pazienza a renderle indimenticabili.
La firma di un fotografo che ha imparato, in quarant’anni e trenta conflitti, che la sottrazione è essa stessa una forma di potere.
Al Trieste Photo Days 2026, Christopher Morris terrà un talk pubblico aperto a tutti i visitatori del Festival, alla sala Luttazzi, domenica 25 ottobre, e un workshop della durata di due giorni (22–23 ottobre), preziosa occasione di crescita e confronto, durante il quale sarà prevista un’attività di revisione portfolio rivolta ai partecipanti.
Christopher Morris è considerato uno dei più importanti fotografi della sua generazione, ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui la Robert Capa Gold Medal e l’Oliver Rebbot Award, ed è co-fondatore della VII Photo Agency
Dal 1990 al 2020 è contract photographer per TIME Magazine, documentando conflitti internazionali e seguendo le presidenze di George W. Bush e Barack Obama come parte del pool stampa della Casa Bianca.
Installazione musicale: la mostra in sala Nathan sarà arricchita dalla composizione originale di Matteo Zambon, frutto del contest musicale Fotografia in Sinfonia realizzato in collaborazione con il Conservatorio Tartini proprio per le mostre del Trieste Photo Days.